Vivara la riserva verde di Procida

Un tempo unita a Procida…

L’isolotto di Vivara formatasi circa 55000 anni fa si presenta come un piccolo luogo selvaggio, incontaminato dalla tipica struttura dell’isola.

Da luogo amato da artigiani e cacciatori ora la preferita da ambientalisti e archeologi. Il suo punto più alto è 109 metri ed è collegata da un ponte.

Età del bronzo

Le prime notizie risalgono agli anni ’30 grazie all’archeologo Giorgio Buchner che trovò materiali risalente all’Età del Bronzo.
Sono anche state trovate tracce di un attività legata alla lavorazione del metallo. 

Campagne di esplorazione sottomarina hanno inoltre permesso di scoprire tracce di popolamento fino a 6-9 metri di profondità, indice di un abbassamento del suolo databile

Epoca moderna

Nel XIV secolo a.c. scompare ogni attività di vita stabile sull’isola che riprenderà solo nel XVII scolo con la costruzione della vita del Duca di Bovino. Probablemente fu questo fu legato ad eventi sismici.

Presente solo un edificio, costruito nel 1681 utilizzato da Giovanni de Guevara come “casa di caccia”.

Dal 2002 l’isola è diventata una riserva naturale statale, oggi l’isola di Vivara è tra i pochi (se non unico) habitat naturalistico ancora integro nel Golfo di Napoli, ancora oggi regala fondali spettacolari e ricchissimi di piante marine, sono inoltre un richiamo per tutti gli amanti dello snorkeling e delle immersioni subacquee.

Come raggiungerla?

Come accennato in precedenza è collegata da un ponte raggiungibile dalla Chiaiolella con il bus L1 / L2 o in taxi. Visitare l’isola purtroppo oggi non è possibile fino a nuove direttive, mentre normalmente è visitabile fino al ponte, in grado di regalare magnifici tramoti e una vista su tutto ciò che la circonda.